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	<title>Museo Missionario Cinese</title>
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	<description>Opera Culturale dei frati minori del Salento</description>
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		<title>pubblicata Guida della Chiesa San Francesco in Sava</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 17:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla Prefazione:
Sono le opere di indiscusso valore, che vengono riproposte e ripresentate in un modo più immediato e agevole.
La guida, che si intende mettere a Vostra disposizione, rende più familiare e fruibile il “monumento di fede e arte” ideato ed avviato da P. Pietro Ettorre e, quindi, condotto a termine, nella e con la chiesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2010/03/Copertina1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-410" title="Copertina" src="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2010/03/Copertina1.jpg" alt="" width="416" height="600" /></a>dalla Prefazione:</p>
<p><em>Sono le opere di indiscusso valore, che vengono riproposte e ripresentate in un modo più immediato e agevole.</em></p>
<p><em>La guida, che si intende mettere a Vostra disposizione, rende più familiare e fruibile il “monumento di fede e arte” ideato ed avviato da P. Pietro Ettorre e, quindi, condotto a termine, nella e con la chiesa di San Francesco, da P. Giocondo Scarinci.</em><span id="more-407"></span><em><br />
</em></p>
<p><em>La chiesa si presenta come un canto di lode a Dio Padre per mezzo di “quel povero e umile” Francesco, che entra “ricco di gloria” in cielo.</em></p>
<p><em>Oggi, ad opera compiuta, è dato ammirare, oltre gli aspetti tecnici e strutturali, la grandiosità architettonica dell’opera, che inizia quasi con un sospiro contenuto, per poi esplodere in una incontentabile gioia di luce spirituale.</em></p>
<p><em>E’ sufficiente fissare lo sguardo sulla calotta del Presbiterio e sulla seconda cupola, per avvertire come di là si irradi, con grande maestria, quel cantico di gloria, fra colori ed immagini, che rende la nostra chiesa, ad ogni visitatore, accogliente e familiare, vera “casa del Padre”.</em></p>
<p><em>Conoscere per amare!&#8230;La guida, supplendo alla lontananza dei particolari, con di­dascalie appropriate, facilita ed accresce l’ammirazione per tutto ciò che è messaggio di autentica vita cristiana.</em></p>
<p><em>Videro bene e lontano i nostri Frati: quanto oggi ammiriamo è tutto finalizzato alla gloria di Dio e del suo amante, Francesco di Assisi</em></p>
<p><a href="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2010/03/Chiesa-San-Francesco-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-416" title="Chiesa-San-Francesco-2" src="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2010/03/Chiesa-San-Francesco-2.jpg" alt="" width="232" height="435" /></a>dalla Presentazione:</p>
<p>la chiesa di san francesco</p>
<p>La chiesa di S Francesco, denominata anche più co­munemente <em>“Chiesa del Convento”</em>, sorge nella parte sud-occidentale della città di Sava (TA), nell’attuale via Roma, lungo la strada che collega Sava ad Aliano, importante sito archeologico ellenistico, romano e, in particolare, medievale; un tempo, infatti, vi era un casale omonimo, ubicato a circa tre km a ovest dell’attuale cittadina.</p>
<p>Il tempio, con orientamento nord-sud, presenta un frontespizio in stile neoclassico, con quattro lesene scanalate fino ad una certa altezza; queste terminano con capitelli ionici che reggono una trabeazione, sulla quale è posto un timpano triangolare. Al centro, in alto, sotto la trabeazione, fra due coppie di lesene, v’è una lunetta, rimasta aperta fino al 1971, anno in cui fu chiusa con un mosaico che riproduce il <em>S. Francesco del Cimabue</em>; al di sotto il portale d’ingresso.</p>
<p>Le due parti laterali della chiesa sono rimaste incompiute fino al 1982.</p>
<p>E’ possibile ammirare, già dall’esterno, la monumentalità e la grandiosità di questa chiesa, soprattutto giungendo da via S. Francesco; da qui, infatti, si può osservare il tempio in tutti i suoi principali elementi architettonici: la facciata in stile ioni­co, sormontata dalle due cupole, la piccola davanti e dietro la grande; di lato, a sinistra, lo svettante e meraviglioso campanile realizzato negli anni scorsi e inaugurato agli inizi del mese di ottobre del 1995. Al posto dell’attuale vi era un piccolo provvi­sorio campanile costruito nel 1937-38. Quello definitivo fu ini­ziato anche in quegli anni, ma i lavori s’interruppero ben presto per cui rimase solo una parte del basamento dell’altezza di circa 5 metri.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Rivolgersi in Chiesa per acquistarne una copia.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2010/03/Chiesa-San-Francesco.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-417" title="Chiesa San Francesco" src="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2010/03/Chiesa-San-Francesco-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>La serata del 28 Dicembre su Internet</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi Ospitati dal Museo]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli amici di  AccademiadelSalentino.it ci hanno fatto un grande dono:
per tutti coloro che non hanno potuto partecipare  alla stupenda serata del 28 Dicembre esiste la possibilità di visionare dei filmati della serata stessa e di ascoltare la Schola Cantorum.
Per tutti basta collegarsi all&#8217;indirizzo: http://www.accademiadelsantino.it/natale2009/Conferenza/Conferenza.html
Grazie ancora agli amici di AccademiadelSalentino.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-399" title="shapeimage_2" src="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2010/01/shapeimage_2.png" alt="shapeimage_2" width="189" height="189" />Gli amici di  <a href="http://www.accademiadelsantino.it" target="_blank">AccademiadelSalentino.it</a> ci hanno fatto un grande dono:</p>
<p>per tutti coloro che non hanno potuto partecipare  alla stupenda serata del 28 Dicembre esiste la possibilità di visionare dei filmati della serata stessa e di ascoltare la Schola Cantorum.<span id="more-398"></span></p>
<p>Per tutti basta collegarsi all&#8217;indirizzo: <a href="http://www.accademiadelsantino.it/natale2009/Conferenza/Conferenza.html" target="_blank">http://www.accademiadelsantino.it/natale2009/Conferenza/Conferenza.html</a></p>
<p>Grazie ancora agli amici di <a href="http://www.accademiadelsantino.it" target="_blank">AccademiadelSalentino</a>.</p>
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		<title>28 Dicembre 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 09:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi Ospitati dal Museo]]></category>

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		<description><![CDATA[NATALE: 
Carte &#8211; Colori- Presepi
relatrice
prof.ssa Vicenza Musardo Talò
Musiche natalizie eseguite 
dalla nostra Schola Cantorum &#8220;Santa Cecilia&#8221;
diretta dalla Maestra Giovanna Pesare
CHIESA SAN FRANCESCO &#8211; Sava
maggiori informazioni su 
http://www.accademiadelsantino.it/natale2009
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-393" title="28-DICEMBRE" src="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2009/12/28-DICEMBRE.jpg" alt="28-DICEMBRE" width="600" height="386" /><strong>NATALE: </strong></p>
<p><em><strong>Carte &#8211; Colori- Presepi</strong></em></p>
<p><em>relatrice</em></p>
<p><em>prof.ssa Vicenza Musardo Talò</em></p>
<p><em>Musiche natalizie eseguite </em></p>
<p><em>dalla nostra Schola Cantorum &#8220;Santa Cecilia&#8221;</em></p>
<p><em>diretta dalla Maestra Giovanna Pesare</em></p>
<p><em>CHIESA SAN FRANCESCO &#8211; Sava</em></p>
<p><em>maggiori informazioni su </em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.accademiadelsantino.it/natale2009">http://www.accademiadelsantino.it/natale2009</a></p></blockquote>
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		<title>Mostra del Natale 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 08:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi Ospitati dal Museo]]></category>

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		<description><![CDATA[15 DICEMBRE 2009 &#8211; 6 GENNAIO 2010
Mostra del Natale 2009 :
Cartoline, santini, lettere, presepi di carta, ceramica, terracotta, tele.
Sala San&#8217;Egidio via Roma 125 &#8211; Sava (TA)
Maggiori informazioni su
http://www.accademiadelsantino.it/natale2009
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-388" title="mostra del natale" src="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2009/12/natale.jpg" alt="mostra del natale" width="600" height="349" />15 DICEMBRE 2009 &#8211; 6 GENNAIO 2010</p>
<p><strong>Mostra del Natale 2009</strong> :</p>
<p>Cartoline, santini, lettere, presepi di carta, ceramica, terracotta, tele.</p>
<p><span id="more-387"></span>Sala San&#8217;Egidio via Roma 125 &#8211; Sava (TA)</p>
<p>Maggiori informazioni su</p>
<blockquote><p><a href="http://www.accademiadelsantino.it/natale2009">http://www.accademiadelsantino.it/natale2009</a></p></blockquote>
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		<title>Pitone</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 19:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fauna Terrestre]]></category>
		<category><![CDATA[Rettili]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pitone reticolato (Pyton reticulatus) può raggiungere i 9 m di lunghezza, vive nel sud est asiatico sulle rive dei fiumi, ma spesso si spinge sino ai sobborghi delle città dove si nutre di anatre, cani e forse anche maiali; di solito non aggredisce prede più grosse che farebbe fatica ad ingoiare ed è quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000066; font-size: large;">I</span></strong>l pitone reticolato (<em><strong>Pyton reticulatus</strong></em>) può raggiungere i 9 m di lunghezza, vive nel sud est asiatico sulle rive dei fiumi, ma spesso si spinge sino ai sobborghi delle città dove si nutre di anatre, cani e forse anche maiali; di solito non aggredisce prede più grosse che farebbe fatica ad ingoiare ed è quindi inoffensivo per l&#8217;uomo.<br />
Il pitone regio (<em><strong>Pyton regius</strong></em>) è un piccolo serpente che vive in Africa occidentale, è particolarmente mite e, se molestato, si ravvolge su se stesso contraendo fortemente i muscoli ed assumendo la forma di una palla (&#8220;pitone palla&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="border: 0px initial initial;" src="http://www.museomissionariocinese.org/old/images/piton.jpg" alt="Goliathus giganteus" width="165" height="308" /> <em>Pyton reticulatus (Pitone reticolato)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000066; font-size: large;"><strong>U</strong></span>na credenza popolare priva di fondamento sostiene che l&#8217;<strong>Elaphe quatuorlineata</strong> (cervone), serpente europeo, sia ghiottissimo di latte arrivando al punto di attaccarsi alle mammelle delle mucche e delle capre per succhiarne.</p>
<p><img style="border: 0px initial initial;" src="http://www.museomissionariocinese.org/old/images/cobra.jpg" alt="Papilio blumei " width="185" height="247" /> <em>Naja naja (Cobra dagli occhiali) con Herpestes mungo (Mangosta)</em></p>
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		<title>La nascita del Museo</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 18:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[
“E i miei frati si spargano per il mondo”. Questo desiderio di Francesco d’Assisi, da lui stesso attuato recandosi in Palestina tra i musulmani per annunciare il Vangelo, fu subito accolto dai suoi primi compagni e divenne uno degli impegni principali nella storia dell’Ordine francescano. Già sul finire del sec. XIII troviamo nella lontana terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-379" title="2" src="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2009/08/22-150x150.jpg" alt="2" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify;">“E i miei frati si spargano per il mondo”. Questo desiderio di <strong>Francesco d’Assisi</strong>, da lui stesso attuato recandosi in Palestina tra i musulmani per annunciare il Vangelo, fu subito accolto dai suoi primi compagni e divenne uno degli impegni principali nella storia dell’Ordine francescano. Già sul finire del sec. XIII troviamo nella lontana terra dei Tartari i pionieri delle missioni in Estremo Oriente come <strong>Giovanni da Montecorvino, Odorico da Pordenone, Giovanni da Pian del Carpine, </strong>ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i frati del Salento dalla fine dell’Ottocento ebbero delle presenze nella Cina continentale quali Fr<strong>. Ferdinando Lacerignola, P. Onorio Doria e, poco dopo, P. Egidio Santoro</strong>. La storia del nostro Museo Missionario Cinese è legata fortemente alle vicende storiche del missionario padre Egidio Santoro, nato a Massafra il 13 novembre 1884. Dal 1909 al 1947 padre Egidio svolse la sua attività missionaria nella Provincia dell’Hupè, e nei circa 40 anni trascorsi in Cina, ebbe modo di comprare e conservare alcuni oggetti interessanti  con l’intento di portarli poi in Italia e creare un piccolo Museo Etnografico per far conoscere la grande Cinese civiltà alla nostra gente. Tra il 1930 e il 1940 in diverse spedizioni mandò in Italia il materiale da lui raccolto di cui ci lascia un inventario annotato in una agendina che conserviamo gelosamente tra i suoi effetti personali presenti nella Sala di Storia del Museo.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo il Padre Santoro non potè realizzare completamente il suo sogno perché fu raggiunto da morte il 18 dicembre del 1962.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1963, l’allora ministro Provinciale dei Frati Minori del Salento, Padre <strong>Egidio De Tommaso</strong> cominciò l’esposizione di alcuni  reperti  portati dalla Cina dal Padre Santoro ( ad esempio le monete, alcune armi, ecc.) collocandoli nell’ammezzato della cinquecentesca villa Fulgenzio della Monica adiacente il Convento S. Antonio a Lecce, in cui aveva già sistemato la Pinacoteca d’Arte Francescana.</p>
<p style="text-align: justify;">Contemporaneamente lo stesso Padre De Tommaso, ottimo Naturalista, collocava la sua collezione malacologica nella grande sala di Lettura della biblioteca R. Caracciolo situata al piano terra della stessa villa Della Monica; diventava così questo secondo nucleo di reperti l’avvio alle collezioni naturalistiche del futuro Museo.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Il distretto missionario a Taiwan</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 18:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[
A Partire dagli anni ‘60 la nostra Provincia Francescana Salentina aprì un distretto missionario a Taiwan con la presenza di cinque Frati che hanno contribuito non solo a tener alto l’impegno missionario dei Salento Minoritico, ma anche ad arricchire il materiale museale, soprattutto con reperti riguardanti gli Aborigeni ATAIAL dell’isola  di Formosa. Questo entusiasmo missionario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-381" title="1" src="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2009/08/12-150x150.jpg" alt="1" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify;">A Partire dagli anni ‘60 la nostra Provincia Francescana Salentina aprì un distretto missionario a Taiwan con la presenza di cinque Frati che hanno contribuito non solo a tener alto l’impegno missionario dei Salento Minoritico, ma anche ad arricchire il materiale museale, soprattutto con reperti riguardanti gli Aborigeni ATAIAL dell’isola  di Formosa. Questo entusiasmo missionario faceva nascere nella mente di Padre <strong>Tommaso Leopizzi</strong> l’idea di creare un centro missionario in cui radunare tutto il materiale proveniente dalle missioni. Tale idea si trasformò in progetto concreto con l’approvazione e il plauso dei superiori e il favore della intera fraternità francescana Salentina. Fu individuato nei locali di via Monte San Michele a Lecce, accanto all’Auditorium Antonianum, un sito idoneo  per una struttura museale e qui si dedicò per circa tre anni ad organizzare e allestire con passione e sacrificio l’attuale Museo Missionario Cinese e di Storia Naturale intitolato al <strong>Servo di Dio Fra Giuseppe Michele Grezzi </strong>instancabile<strong>“questuante” </strong>per le missioni<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">All’epoca il Museo era costituito, come lo stesso padre Tommaso ci dice in un articolo pubblicato su Missioni Francescane nel marzo del 1983 “ da tre sezioni principali: 1° Materiale etnografico della Cina; 2° Collezione di conchiglie orientali; 3°  Collezione di farfalle formosane.”</p>
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		<title>Padre Egidio De Tommaso</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 18:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Accanto a Padre Tommaso Leopizzi si colloca la figura eminente di Padre Egidio De Tommaso; talento di grande lungimiranza, riordinò la provincia dei francescani del Salento, dotandola del Seminario teologico e del Seminario Minore, dando svolta negli studi di ogni ordine e grado; curò l’allestimento della Pinacoteca d’Arte Francescana e la Biblioteca Roberto Caracciolo salvando dall’incuria opere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-383" title="3" src="http://www.museomissionariocinese.org/wp-content/uploads/2009/08/32-150x150.jpg" alt="3" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify;">Accanto a Padre <strong>Tommaso Leopizzi</strong> si colloca la figura eminente di Padre <strong>Egidio De Tommaso</strong>; talento di grande lungimiranza, riordinò la provincia dei francescani del Salento, dotandola del Seminario teologico e del Seminario Minore, dando svolta negli studi di ogni ordine e grado; curò l’allestimento della Pinacoteca d’Arte Francescana e la Biblioteca Roberto Caracciolo salvando dall’incuria opere d’arte e volumi di grande pregio; il tutto fu collocato nella ristrutturata Villa Della Monica ad opera dell’arch. O. Antonaci. Dopo il servizio al centro dell’Ordine come Definitore Generale andò in qualità di superiore nel distretto missionario di Taiwan. Durante la sua permanenza a Formosa incrementò con passione la sua collezione Malacologia e in dei lepidotteri, con la prospettiva di arricchire il patrimonio già esistenti nella nostra Provincia Minoritica Salentina.</p>
<p style="text-align: justify;">Al suo ritorno da Taiwan si dedicò con costante discrezione e competenza all’arricchimento delle collezioni naturalistiche del neonato Museo introducendo Mammiferi, Rettili, Lepidotteri, Coleotteri , Uccelli, provenienti dal Gabinetto Scientifico del Liceo di Fulgenzio e altre donazioni .</p>
<p style="text-align: justify;">Nel campo dell’incremento naturalistico del Museo non si possono sottacere le donazioni di Rocce, Minerali, Fossili, Uccelli, rettili e l’erbario del Salento del prof. <strong>Alessandro Marcucci</strong>da Lecce e del prof<strong>. Liborio Salomi </strong>di Carpignano Salentino. Il materiale di quest’ultimo  è stato donato dalla figlia prof.ssa Teresa Salomi.</p>
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		<title>Corallo rosso</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 18:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cnidari]]></category>
		<category><![CDATA[Fauna Marina]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Cnidari o Celenterati comprendono organismi ben noti come le attinie, le meduse ed i coralli.
Fanno parte della collezione del museo 61 esemplari appartenenti a 16 specie classificate. Il più famoso rappresentante di questo phylum è senza dubbio il corallo rosso (Corallium rubrum) che appartiene all&#8217;ordine dei gorgonacei.
Le colonie di questo corallo, che vivono a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: justify;"><span style="color: #000066; font-size: large;"><strong>G</strong></span>li Cnidari o Celenterati comprendono organismi ben noti come le attinie, le meduse ed i coralli.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: justify;"><span style="color: #000066; font-size: large;"><strong><span style="color: #000000; font-weight: normal; font-size: 16px;"><span style="color: #000066; font-size: large;"><strong>F</strong></span>anno parte della collezione del museo 61 esemplari appartenenti a 16 specie classificate. Il più famoso rappresentante di questo phylum è senza dubbio il corallo rosso (<em><strong>Corallium rubrum</strong></em>) che appartiene all&#8217;ordine dei gorgonacei.</span></strong></span></p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: justify;"><span style="color: #000066; font-size: large;"><strong>L</strong></span>e colonie di questo corallo, che vivono a una profondità tra 20 e 200 m e a temperatura compresa tra i 11 e i 16° C, sono arborescenti con rami che possono superare i 30 cm di lunghezza.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: justify;"><span style="color: #000066; font-size: large;"><strong>L</strong></span>a pesca del corallo è una pratica antichissima, nonostante ciò, esso è ancora piuttosto comune nel Mediterraneo; se ne trovano banchi anche lungo le coste italiane (Sicilia, Sardegna ed Italia sud orientale).</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: justify;"><strong><span style="color: #000066; font-size: large;">L</span></strong>&#8216;unico madreporario mediterraneo che origina concrezioni calcaree di una certa consistenza è <em><strong>Cladocora cespitosa</strong></em>. Gli scheletri calcarei dei madreporari dei mari tropicali costituiscono caratteristiche barriere ed atolli (impropriamente detti &#8220;corallini&#8221;).</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px;">
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: center;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, -webkit-fantasy; line-height: 19px; font-size: 13px;"><img src="http://www.museomissionariocinese.org/old/images/Imm%20008.jpg" alt="" width="194" height="172" /></span></p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: center;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, -webkit-fantasy; line-height: 19px; font-size: 13px;"><em>Gorgonia (Ventaglio di mare)</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stelle e ricci di mare</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 18:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Echinodermi]]></category>
		<category><![CDATA[Fauna Marina]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Si tratta di animali esclusivamente marini che presentano nello stadio adulto una simmetria pentaraggiata (a cinque porzioni). Notissimi sono le stelle e i ricci di mare che con la vivacità dei colori e l&#8217;eleganza dei loro aculei arricchiscono la coreografia dei fondali. Questo phylum è rappresentato nella collezione del Museo da 47 esemplari appartenenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', Times, fantasy; font-size: medium; line-height: normal;"> </span></p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: justify;"><span style="color: #000066; font-size: large;"><strong>S</strong></span>i tratta di animali esclusivamente marini che presentano nello stadio adulto una simmetria pentaraggiata (a cinque porzioni). Notissimi sono le stelle e i ricci di mare che con la vivacità dei colori e l&#8217;eleganza dei loro aculei arricchiscono la coreografia dei fondali. Questo phylum è rappresentato nella collezione del Museo da 47 esemplari appartenenti a 17 diverse specie.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: justify;"><strong><span style="color: #000066; font-size: large;">L</span></strong>e gonadi di <em><strong>Paracentrotus lividus</strong></em>, simili a spicchi di mandarino, sono molto apprezzate dai buongustai di frutti di mare. Sia le gonadi maschili che quelle femminili vengono mangiate. Al contrario di ciò che normalmente si crede, infatti, il riccio che viene indicato come quello del sesso non buono da mangiare (a seconda delle aree, il maschio o la femmina) è in realtà un&#8217;altra specie.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: justify;"><span style="color: #000066; font-size: large;"><strong>N</strong></span>ella collezione del Museo sono presenti anche ricci irregolari come <em><strong>Echinocardium cordatum</strong></em> e <em><strong>Spatangus purpureus</strong></em> che hanno il guscio a forma di cuore. Sporadicamente si assiste all&#8217;esplosione di popolazioni di ricci di mare che brucano così voracemente le alghe dei fondi marini da spogliare vaste aree da qualsiasi vegetale. Questo fenomeno può avere la causa nelle azioni umane, come ad esempio è avvenuto nell&#8217;Atlantico del nord dove la pesca incontrollata degli astici, principali predatori dei ricci di mare, ha fatto vertiginosamente aumentare le popolazioni di questi echinodermi.</p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px;">
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" align="center"><img src="http://www.museomissionariocinese.org/old/images/Imm025.jpg" alt="" /><br />
<span style="color: #000066; font-size: x-small;">Sphaerechinus granularis ( Riccio monaco)</span></p>
<p style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12pt; text-indent: 24pt; line-height: 15pt; margin-top: 10pt; margin-left: 10px; margin-right: 10px; text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 10pt;" src="http://www.museomissionariocinese.org/old/images/Imm027.jpg" alt="" width="197" height="166" /><strong><span style="color: #000066; font-size: large;">A</span></strong>nche nel Mediterraneo l&#8217;uomo rende facile la vita ai ricci con la pesca del dattero di mare. Le rocce denudate da questo tipo di pesca (illegale) vengono attivamente pascolate dai ricci che, in questo modo, impediscono agli organismi del <em><strong>benthos</strong></em> di accrescersi e mantengono l&#8217;ambiente sotto forma di una sorta di deserto. Fra gli asteroidei si evidenziano <span style="color: #003399;"><strong>Peltaster placenta</strong></span>, una delle pochissime specie mediterranee che abbia oltrepassato il Canale di Suez andando a colonizzare il Mar Rosso, e <em><strong>Luidia ciliaris </strong></em>caratteristica per la sua fragilità; è molto difficile infatti avere esemplari completi di questa specie in quanto le braccia si rompono facilmente quando l&#8217;animale viene portato fuori dall&#8217;acqua.</p>
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